La comunicazione dei rischi fiscali azzera il peso delle sanzioni
Il decreto sull’adempimento collaborativo aggiunge un altro tassello al puzzle della delega fiscale. L’art. 4 prevede una mappatura dei rischi fiscali relativi ai processi aziendali. Il tax control framework presuppone che venga fatto un assesment dell’azienda e delle sue caratteristiche che serve ad individuare quale sia il rischio fiscale in cui può incorrere. Meno chiara appare la mappatura dei rischi fiscali derivanti dai principi contabili applicati dal contribuente. Infatti il rischio fiscale nasce dalla condotta del contribuente circa l’interpretazione di determinate norme. Non può dipendere dai principi contabili la cui corretta applicazione può portare, semmai, al fatto di applicare i processi perché la tendenza ad una maggiore derivazione fa sì che l’ambito fiscale sia sempre più vicino al bilancio. Ciò dovrebbe costituire un innegabile vantaggio. Rispetto al passato la differenza è la disapplicazione delle sanzioni se il contribuente comunica i rischi fiscali con interpello o comunicazione di rischio. Ridotti di due anni i termini di accertamento (tre se c’è la certificazione tributaria).