Fisco, salvagente dai controlli per 2,7 milioni di partite Iva
Lotta all’evasione. Il concordato preventivo versione 2026-2027 dovrà scalare due cime impegnative. Da un lato, farsi riconfermare dai 460 mila autonomi e professionisti che hanno aderito nel 2024-2025 e, dall’altro, provare a convincere i 2,2 milioni di partite Iva soggette alle pagelle fiscali che finora non l’hanno mai scelto. A conti fatti si tratta di quasi 2,7 milioni di contribuenti che gravitano nell’area ISA e che hanno la possibilità di mettersi al riparo dai controlli del Fisco. Operazione non facile perché oltre alle valutazioni di convenienza sull’accettare una proposta che comporta un reddito più alto da dichiarare e quindi più imposte, c’è tutto lo slalom di condizioni da rispettare per non incappare in esclusioni, cessazioni e decadenza. Per decidere la deadline scade il 30 settembre ma è chiaro che i cambi di normativa e la necessità di chiarimenti interpretativi non aiutano a convincere gli incerti ad accettare la proposta di concordato.