Partite Iva, più sanitari e formatori Commercio giù
Nel primo trimestre dell’anno sono state aperte quasi 185 mila partite Iva. Dai dati emerge la fuga dalle nuove attività commerciali. Ogni 100 partite Iva aperte solo 12,3 hanno riguardato il commercio. Fino al 2021 il dato era sempre stato sopra al 20% e ancora lo scorso anno era al 16%. Il calo riguarda sia le attività al dettaglio che quelle all’ingrosso. E coinvolge anche le vendite online. Il Rapporto immobiliare dell’Omi rileva che le nuove locazioni di negozi sono scese dal 40 al 35% sul totale di quelle non residenziali registrate alle Entrate su base annua tra il 2016 e il 2022, per poi restare stabili su tale percentuale fino al 2025. La quota delle locazioni legate al commercio è stata superata dalle attività per la salute e di assistenza sociale, seguono il settore dell’istruzione e della formazione. Sanità e formazione sono settori a bassa intensità di capitale, adatti anche al regime forfettario.