Concordato biennale, anche la sanatoria gioca su tre aliquote e premia i più affidabili
Il 2 novembre scade il termine per aderire/rinnovare l’adesione al Concordato preventivo biennale. Sulla decisione pesano anche le imposte sostitutive che definiscono i versamenti in quanto ruota intorno a un sistema di aliquote flat anche il ‘ravvedimento speciale’, ovvero a sanatoria per gli anni d’imposta 2024-2025 riservata solo a chi sceglierà di confermare il patto con il Fisco per il biennio 2026-2027. Si tratta di un sistema che si fonda sulla premialità dei punteggi raggiunti nelle pagelle fiscali. In pratica, le imposte dovute sui maggiori redditi concordati con le Entrate sfuggono alla tassazione Irpef ordinaria e sono articolate su tre tasse piatte: 10% per le partite Iva più virtuose, 12% nella fascia intermedia e 15% per quelli che agli occhi del software del fisco stazionano sotto la soglia della sufficienza. C’è, però, un vincolo: questo meccanismo vale fino a 85 mila euro di maggiore imponibile concordato: la parte eccedente viene tassata al 43% con l’Ires al 24% per le società di capitali.