Agevolazione per impatriati con residenza all’estero più lunga
Sul regime agevolativo degli impatriati il legislatore è intervenuto con l’art. 5 del Dlgs 209/2023 prevedendo requisiti più stringenti. Il nuovo regime interessa coloro che hanno trasferito la residenza fiscale in Italia a decorrere dal periodo d’imposta 2024. Il trasferimento della residenza nel Bel Paese va mantenuto per almeno quattro anni (prima ne bastavano due). Viene stabilito un limite di 600 mila euro annui come reddito potenzialmente detassabile.Con l’agevolazione il reddito sarà imponibile al 50% (40% in presenza di un figlio minore), mentre prima il reddito imponibile era pari al 30% (addirittura al 10% se il trasferimento avveniva al Sud Italia). Si deve essere stati residenti all’estero per tre periodi d’imposta (prima ne bastavano due). La stretta va poi a guardare se il rientro coinvolge un’entità del medesimo gruppo, nel qual caso la residenza estera pregressa è richiesta di sei periodi d’imposta che sale a sette se vi sia la stessa appartenenza a livello di gruppo fra datore di lavoro italiano di espatrio e datore di lavoro finale di reimpatrio.